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  • Luigi Gioia

Floyd, Holland e la Trinità

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Nel suo splendido e ( meritatamente) acclamato libro Dominion, Tom Holland si meraviglia costantemente della straordinaria influenza sulla storia e la mentalità occidentale dell'oscuro galileo crocifisso dai romani 2ooo anni fa che non scrisse nulla e che conosciamo solo attraverso le testimonianze di coloro che affermavano di essere stati suoi discepoli.

Allora come oggi, sarebbe stato sconsigliabile predicare che qualcuno che era stato assassinato potesse in qualche modo salvarci o dare un senso alla nostra vita. Questo era inaudito e per buoni motivi:

“Nessuno come lui era mai stato ritratto nella letteratura. La misura di ciò era che i cristiani, quando leggevano i vangeli, erano in grado di credere che l'uomo di cui descrivevano la vita, un uomo che rappresentavano come piangente, sudante e sanguinante, un uomo la cui morte riferivano vividamente e in modo ineguagliabile, era davvero stato quello che Paolo aveva affermato: il Figlio di Dio” (p.86).

Queste parole contengono una grande verità: come mai prima nella storia, grazie al nostro Dio, grazie a Gesù, c'è adesso un potere nel piangere, nel sanguinare e nell'essere assassinati per mano di forze brutali, malvagie e apparentemente invincibili. Il mondo è in fiamme in questo momento perché una persona di colore indifesa è stata bloccata da poliziotti bianchi e soffocata a morte nonostante abbia pianto e supplicato “Non posso respirare” per 16 volte, durante 9 lunghi, interminabili minuti.

La nostra connivenza con il razzismo è ciò che ha creato le condizioni per l'omicidio di George Floyd oggi.

Il nostro rifiuto di accettare che Dio non si trova in un tempio di pietra ma nella vita, nelle parole, nel sudore, nelle lacrime e nel sangue di un uomo è ciò che ha causato il complotto politico e religioso che ha portato all'omicidio di Gesù allora.

Questo potrebbe sembrare lontano dal mistero che celebriamo oggi, la Trinità. Eppure l'unico modo per comprendere la Trinità è percepire il legame tra la celebrazione di oggi, la morte di Gesù e quella di George Floyd.

L'uomo assassinato sulla croce sosteneva non solo di parlare in nome di Dio, ma di essere Dio. Ha proclamato che non siamo solo creati da Dio, ma chiamati ad essere figli di Dio - che Dio è nostro Padre. Ha rivelato che ciò è possibile perché Dio ha un figlio che condivide la nostra vita in modo che possiamo entrare anche noi, come figli, nella vita di Dio. Eravamo mortali che potevano rimanere in vita solo finché respiravano l'aria del nostro pianeta. Siamo diventati figli immortali di Dio perché ci ha inviato il suo "respiro" (che chiamiamo Spirito di Dio) in modo che ora possiamo respirare Dio.

In poche parole, sappiamo che esiste una Trinità perché respiriamo Dio Spirito e chiamiamo Dio Padre grazie a Dio Figlio che è diventato uno di noi, piangendo, sudando e sanguinando con noi.

Sappiamo che esiste una Trinità perché tutti condividiamo lo stesso respiro divino - e il respiro negato a uno dei nostri fratelli e sorelle è negato a ciascuno di noi.

Perché c'è una Trinità, fintanto che le persone sono soffocate a assassinate a causa del colore della loro pelle e continuano a implorare perché non riescono a respirare, siamo tutti noi a soffocare, siamo tutti noi a non poter respirare.

Questo spiega il mistero che affascina Tom Holland nel suo libro: la straordinaria influenza sulla storia mondiale dell'oscuro galileo chiamato Gesù. Ha cambiato il mondo una volta per tutte insegnandoci dove possiamo trovare Dio.

Dio è in Gesù che sanguina sulla croce.

Dio è in George Floyd che soffoca sull'asfalto.

Dio è in ognuno dei nostri fratelli e sorelle sofferenti.

Dio è nel mezzo della nostra storia e lentamente, pazientemente, ma inarrestabilmente opera in essa perché tutti noi diventiamo e ci comportiamo come figli di Dio, respiriamo Dio e ci lasciamo stringere gli uni agli altri dall'abbraccio del Padre.




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