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  • Luigi Gioia

Amore a basso prezzo

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C'è un momento nel vangelo di oggi in cui vediamo Gesù piangere. Il suo amico Lazzaro è morto. Gesù è molto turbato. Ci viene detto, tuttavia, che qualcuno dubita della sincerita’ delle lacrime di Gesù, pensa che sia un ipocrita e lo denigra con queste parole: “Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?”

Dobbiamo riconoscere che questa frase terribile è la nostra voce. Pensiamo che Dio dimostrerebbe il suo amore per noi più prevenendo la morte che condividendo essa e le sue conseguenze con noi.

Gesù viene per essere con noi nel nostro dolore. Non osserva la nostra sofferenza dal di fuori, ma la patisce con noi. È afflitto e piange con noi.

Nonostante ciò pero’ non crediamo che lo faccia sul serio, mettiamo in dubbio la veridicita’ della sua compassione per noi.

Questa terribile frase dimostra quanto compromessa sia la nostra concezione di Dio e dell'amore.

Il nostro amore è a basso prezzo. Pensiamo di poter aiutare gli altri senza dover rinunciare al nostro comfort, senza autentica compassione, ovvero senza "soffrire con" un altro. Questa caricatura dell'amore attesta che siamo ancora prigionieri della tomba della nostra incredulità, racchiusi nei nostri cuori di pietra.

Dio viene ad aprire le tombe della nostra incredulità rimuovendo i nostri cuori di pietra e dandoci cuori di carne (Ez 36,26).

Ci persuade del suo amore per noi non cercando di impressionarci, di sedurci con trucchi magici o miracoli che lo metterebbero al di sopra di noi.

Dio viene da noi in Gesù non armato di potere, ma deciso ad abbracciare tutta la nostra condizione umana, inclusa l'esperienza della morte, incluso il nostro dolore.

Questo è il modo sconcertante in cui Dio compie la profezia di Ezechiele: "Così dice il Signore: ecco io apro i vostri sepolcri".

Chi avrebbe mai immaginato che il Signore avrebbe aperto i nostri sepolcri non dall'esterno, ma dall'interno?

Chi avrebbe mai immaginato che li avrebbe aperti non attraverso una dimostrazione di forza, ma condividendo le nostre lacrime? Questo è ciò che ci consola nei nostri tempi di sofferenza e di dolore, quando siamo tentati di dire: "Signore, dove sei?". Il Signore piange con noi, soffre con noi. Attraverso la sua compassione, pianta in noi i semi della fede e della speranza che sbocciano in risurrezione e vita.




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