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  • Luigi Gioia

Andare in frantumi

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Nel corso della storia, bulli, dittatori, predatori sessuali e torturatori di ogni genere, piccoli o grandi, nei campi da gioco delle scuola o sui podi presidenziali, sanno che il loro potere e la loro impunità non dipendono tanto dalle minaccia di infliggere dolore fisico, ma da una strategia di derisione e disorientamento psicologico astuti, disinvolti e implacabili.

Non mi sono ancora del tutto ripreso dal misto di incredulità e indignazione che ho provato leggendo il libro di Ronan Farrow Catch and Kill e vedendo il film di Jay Roach Bombshell. Entrambi descrivono la mercificazione sistemica dei corpi delle donne nel mondo televisivo americano. Le donne vengono regolarmente procurate, coltivate, usate sessualmente, minacciate, messe a tacere, umiliate fino a che ci se ne disfa negando loro ogni forma di giustizia. E durante tutto questo tempo devono continuare ad assecondare, sorridere, esibirsi.

L'immagine di glamour, popolarità e successo che le circonda aggiunge il danno alla beffa. Come provare compassione per personaggi che sono licenziati con buonuscite di centinaia di migliaia di dollari.

Sia il libro che il film, tuttavia, rivelano una realtà diversa. Le molestie sessuali, anche quando non raggiungono il livello di stupro, possono ridurre una persona umana in frantumi, soprattutto quando sono accompagnate da una derisione che normalizza l'abuso e ne minimizza l’impatto emotivo.

Durante la sua passione Gesù fu arrestato, imprigionato, schiaffeggiato, frustato, inchiodato su un pezzo di legno e morì asfissiato tre ore dopo. Lo scopo dei suoi nemici tuttavia non era semplicemente la sua eliminazione fisica. Questo non era abbastanza.

Ciò che doveva essere distrutta era la sua credibilità e non c'era modo migliore per raggiungere questo obiettivo di quello di ridurlo in frantumi, facendolo dubitare di se stesso attraverso il sopruso, la beffa e soprattutto cercando di disorientarlo psicologicamente. Così Giuda tradisce Gesù con un bacio; Caifa e Pilato si avvicendano nei ruoli di cattivo e bravo poliziotto; Pilato alterna costantemente tra finto interesse e sufficienza. Gesù è rivestito di porpora con una corona di spine, salutato come re. Lo si illude facendogli sperare in un processo che si rivela poi falso e si trasforma in amaro oltraggio pubblico. Quando è più debole, appeso alla croce, a malapena in grado di respirare, viene diffamato, umiliato, ridicolizzato dai passanti, gli anziani, persino i ladri crocifissi con lui.

Lo scopo era di ridurlo in frantumi. E riuscì. Gesù morì gridando "Mio Dio, mio ​​Dio, perché mi hai abbandonato?"

Esperienze traumatiche come il bullismo, le molestie sessuali e gli abusi riducono le persone in frantumi. Competenze, ambizioni e senso della vita iniziano a svanire, l'insicurezza psicologica si insedia nei pensieri, le energie vitali si prosciugano e le persone diventano incapaci di rimettere insieme i frantumi. Il più delle volte bulli e predatori vincono. Coloro che hanno frantumato emotivamente e poi ucciso Gesù hanno vinto: non furono mai giudicati per questo crimine e trascorsero il resto della loro vita impenitenti e impuniti.

Il Venerdì Santo va preso sul serio. Non sorvoliamo sulla scomoda realtà di un predicatore fallito, annientato dai sistemi politici e religiosi ingiusti e corrotti che aveva osato sfidare e che sperava di cambiare.

Coloro che hanno frantumato emotivamente e ucciso Gesù hanno vinto.

Coloro che maltrattano, torturano, abusano, insultano donne, bambini e transessuali vincono. Coloro che vendono armi, bombardano civili, speculano sul traffico di esseri umani vincono. Per ogni colpevole che è condotto davanti alla giustizia, innumerevoli altri restano impuniti. Per ogni vittima che riesce a salvarsi e che lentamente, dolorosamente, coraggiosamente riesce a rimettere insieme i pezzi della sua vita, innumerevoli altre muoiono proprio come Gesù: frantumate, sole, sfinite, svuotate.

Questo è il significato della nostra venerazione della croce del Venerdì Santo: per un momento, insieme, come chiesa, non ci sottraiamo alla nuda, ingestibile, ignorata sofferenza del mondo.

Pasqua non avrà mai un significato autentico per noi se questa notte non accettiamo che il male commesso è irreparabile - e che in questo momento tanti, troppi, stanno finendo la loro vita esattamente come il nostro Dio: frantumati, abbandonati, nella disperazione.




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