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  • Luigi Gioia

Credo nello Spirito Santo

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Credo nello Spirito Santo, che è Signore e da la vita, e procede dal Padre e dal Figlio, con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.

Molti nella Chiesa primitiva erano tentati di considerare lo Spirito Santo come un attributo, una proprietà, un aspetto di Dio. Come il mio spirito è una parte di ciò che sono, cosi lo Spirito di Dio sarebbe stato semplicemente un aspetto di chi è Dio

Il discernimento della Chiesa in questa materia fu guidato dal modo in cui il Nuovo Testamento parla dello Spirito Santo

Nel libro degli Atti dell'Apostolo, lo Spirito Santo prende l'iniziativa e agisce in prima persona:

“Mentre Pietro stava ancora pensando alla visione, lo Spirito gli disse: ‘Ecco, tre uomini ti stanno cercando. Ora alzati, scendi e vai con loro senza esitazione; poiché li ho inviati io" (Atti 10,19-20).

In quest'ultima affermazione lo Spirito Santo si riferisce a se stesso nella prima persona singolare come "io" (10:20).

Poi, più fondamentalmente, alla fine del Vangelo di Matteo, Gesù dice

“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”. (Matteo 28:19)

Padre, Figlio e Spirito Santo sono sullo stesso piano. Anche quando i cristiani non capivano ancora pienamente che lo Spirito Santo è Dio esattamente come il Padre e il Figlio, confessavano questa verità ogni volta che ricevevano o amministravano il battesimo.

Il credo alla fine confermò ciò che avevano confessato nella loro liturgia e con la loro pratica fin dall'inizio.

Nella vita di Dio - cioè nella Trinità - lo Spirito Santo è il dono che il Padre fa al Figlio e il Figlio al Padre

Per questo nel Credo diciamo che "procede dal Padre e dal Figlio": lo Spirito Santo viene dal Padre ma il Figlio lo restituisce al Padre e a noi. E sant'Agostino dice che, “Poiché lo Spirito Santo è una persona, quando è donata, dona anche se stesso”.

Ci sono due cose che lo Spirito Santo fa in particolare nella nostra vita

· Adattarci al tutto, e

· Rendere le cose "personali" per noi

Adattarci al tutto

Il Nuovo Testamento descrive lo Spirito Santo dicendo che è e quindi crea comunione:

"La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio Padre e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi" (2 Corinzi 13:14)

La comunione nella Chiesa non è semplicemente il risultato dell'amicizia e della buona volontà, ma un dono dello Spirito Santo, che agisce come il grande assemblatore di un puzzle

Siamo come i pezzi di un puzzle: tutti abbiamo un contributo unico da dare all'intero quadro e tuttavia abbiamo bisogno di essere aiutati a trovare il modo in cui i nostri doni, i nostri talenti combaciano con tutti gli altri - non fortuitamente, ma armoniosamente

Nessun pezzo del puzzle è più o meno importante degli altri: sono tutti ugualmente necessari e ciascuno dipende dagli altri perché sul volto della Chiesa il mondo possa discernere il volto di Cristo.

Rendere le cose "personali"

Lo Spirito Santo è il modo in cui Dio non è solo "fuori" ma anche "dentro", in noi, agendo, muovendoci dall'interno - ispirandoci

È grazie allo Spirito Santo che Dio diventa reale, personale per ciascuno di noi

Pensiamo al nostro spirito come la parte più intima di noi stessi

E ci viene detto che lo Spirito parla direttamente al nostro spirito:

"Lo Spirito stesso rende testimonianza al nostro spirito che siamo figli di Dio" (Romani 8:16)

"Testimoniare" è una metafora legale che può essere fuorviante se non è illustrata per mezzo di ciò che lo Spirito Santo di dona, ci da la capacita di fare:

Ci rende e ci fa sentire liberi:

“Il Signore è lo Spirito e dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà”. (Corinzi 3: 17-18)

Ci permette di capire:

"Abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato ". (1 Corinzi 2:12)

Ci permette di pregare

“ Lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili” (Romani 8:26)

Ci permette di amare

"Il frutto dello Spirito è amore" (Galati 5:22)

È interessante notare che in questo passaggio, non solo ci viene detto che lo Spirito Santo ci permette di amare genericamente, ma anche quale forma prende questo amore:

"Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé" (Galati 5: 22s)

Il tipo di amore che viene da Dio è gioioso, pacifico, paziente, mite, buono, fedele.

Uno dei modi in cui lo Spirito Santo risveglia questi sentimenti di gioia, pace, pazienza, mitezza, nei nostri rapporti con gli altri è cambiando il modo in cui percepiamo gli altri - questo è ciò che fa l'amore, questo è il modo in cui ci inserisce nell’insieme del puzzle: grazie a lui vedo non solo me stesso, ma ogni altro essere umano come figlio di Dio, e quindi come una sorella o un fratello.

Rowan Williams cattura meravigliosamente questa verità:

“Il dono dello Spirito Santo di Dio ci consente non solo di essere un nuovo tipo di persona, ma di vedere gli esseri umani in modo nuovo e di ascoltarli in modo diverso.

Ci dà qualcosa della capacità di Gesù di ascoltare ciò che viene realmente detto dalle persone.

Ci dà il coraggio di non escludere quegli aspetti dell’umanità che sono difficili, spiacevoli, quelli che non sono edificanti.

Apre i nostri occhi, le nostre orecchie e il nostro cuore all'intera gamma di ciò che significa essere umano.

Così, invece di essere qualcuno che ha bisogno di essere protetto dalle difficoltà del mondo, il cristiano è qualcuno che dovrebbe essere più aperto e più vulnerabile a tutta la gamma delle esperienze umane”.





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