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  • Luigi Gioia

Indimenticabili calzini rammendati

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Ricordo ancora il tempo in cui non si buttavano via i calzini bucati, ma li si rammendava pazientemente. Adoravo i calzini rammendati. La loro storia e il loro fascino me li faceva preferire ai nuovi anche quando magari questi ultimi erano più fantasiosi. Immaginiamo per un momento che io ami così tanto un paio di calzini da continuare a rammendarli per anni al punto che, alla fine, nulla della lana iniziale di cui erano fatti rimane. Sono ancora lo stesso paio di calzini? Materialmente ovviamente no. In termini di ciò che li rende unici per me, tuttavia, sono gli stessi anche se la loro identità si è evoluta, è diventata più ricca: sono i portatori di un insieme unico di ricordi ed evocano sentimenti che spiegano il mio legame affettivo con loro.

Nel suo libro La forza del carattere, James Hillman usa questo esempio per illustrare un aspetto ben noto della nostra fisiologia umana, vale a dire che quasi tutto il materiale di cui siamo fatti viene sostituito ogni sette-dieci anni, anche se rimaniamo la stessa persona.

La persistenza della nostra identità però non dipende semplicemente dalla nostra forma esterna, come con dei calzini. Pur conservando infatti alcune caratteristiche fisiche riconoscibili dalla nascita alla morte, cambiamo notevolmente in termini di dimensioni e di aspetto. Hillman cita una frase del vincitore del Premio Nobel di fisica Richard Feynman che descrisse in questo modo ciò che ci fa rimanere gli stessi malgrado tutti i nostri cambiamenti: "La cosa che chiamo la mia individualità è solo uno schema o una danza ... Gli atomi entrano nel mio cervello, ballano una danza e poi escono: ci sono sempre nuovi atomi, ma riproducono sempre la stessa danza, ricordando com'era la danza di ieri ”.

L'esempio dei calzini mostra che, pur rimanendo uguale, ciò che preserva la nostra identità attraverso i cambiamenti fisiologici diventa sempre più distintivo con il passare del tempo, acquisisce connessioni più significative, è capace di un impatto sempre più profondo. Questo è l'argomento principale di Hillman nel suo libro: invecchiando, ciò che definisce la nostra identità, la differenza che facciamo nel mondo, ciò che è unico, singolare in noi, cresce in modo esponenziale. Invecchiando, acquistiamo una capacità sempre maggiore di avere un'influenza grazie a quello che ho chiamato “stile” nella mia precedente riflessione. L'impatto, e quindi l'eredità, è una questione di stile o, più precisamente, di carattere.

Il significato del carattere che ho in mente qui non è semplicemente l’insieme di disposizioni in parte innate e in parte acquisite che è stato oggetto di cosi tante classificazioni (a seconda della tendenza verso Introversione o Extraversione, Intuizione o Sensazione, Pensiero or Sentimento, Giudizio o Percezione). Le varie combinazioni risultanti da questa categorizzazione sono affascinanti e possono aiutarci a capire meglio noi stessi e interagire più fruttuosamente con gli altri.

Tuttavia, usiamo la parola carattere anche per parlare del modo in cui le cose hanno un impatto, specialmente quando invecchiano. Quando dico di un vino che “ha carattere”, intendo che il suo aroma è immediatamente identificabile, ha una personalità unica e sapori complessi che rimangono sul nostro palato a lungo dopo aver bevuto il vino. La combinazione creata da varietà di uva, terroir, clima e tecniche di vinificazione è tale da produrre qualcosa di notevole, che sorprende ed è memorabile.

La cosa interessante di questo aspetto del carattere è che non può essere facilmente espresso a parole. Da qui la varietà di immagini utilizzate dai sommelier per descrivere i vini. Più un carattere distintivo cresce, più fa appello all'immaginazione e diventa indimenticabile.

Anche quando devo rassegnarmi a buttare via un paio di vecchi calzini, il loro carattere, cioè tutte le immagini che evocano in me, rimane - questa è la loro eredità.

Il carattere inteso in questo modo non dipende dalla nostra volontà, non è qualcosa che possiamo controllare. Possiamo agire più o meno virtuosamente nella vita, migliorare i tratti della nostra personalità attraverso la conoscenza di sé e la disciplina, ma questo sforzo è solo una parte di ciò che ci dà carattere. Alla fine, il nostro aroma specifico dipende anche dalla parte di noi stessi che non possiamo controllare. “Parte di ciò che intendo per “forza di carattere” -dice Hillman- è la persistenza delle anomalie incorreggibili, quei tratti che non puoi raddrizzare, non puoi nascondere e non puoi accettare ... una forza che non può soccombere alla volontà".

I tratti della nostra personalità che in precedenza nella nostra vita avremmo potuto cercare di limitare, invecchiando e riconciliandoci con noi stessi, finiscono per diventare la nostra eredità. Ogni volta che penso alle persone che ho amato e che ora non ci sono più, la prima cosa che mi viene in mente è la loro eccentricità, le loro stranezze, le loro imperfezioni - proprio ciò che spiega la mia attrazione di un tempo per i calzini rammendati.

L'età che avanza diventa un’occasione privilegiata di riconciliarci con le nostre anomalie e accogliere il loro contributo in ciò che alla fine dà "forza" al nostro carattere e rende la nostra eredità duratura.




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